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Cosa puoi visitare

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 19 Marzo 2015

Cosa puoi visitare a Comano Terme e dintorni

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La fonte si scorge a lato della statale, ai piedi della roccia. E' costituita da una grotticella artificiale dove l'acqua gocciola in un'urna di pietra. Da qui zampilla dalla bocca di un mascherone immurato tra il tufo di una seconda grotta artificiale al fondo di un tunnel aperto sotto la statale.

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A sinistra salendo da Ponte Arche, una volta sede del municipio di Lomaso, si notano subito gli archi e il porticato di quella che fu la casa dei Mattei, ricchissimi benefattori giudicariesi che lasciarono alla popolazione i Bagni di Comano, le odierne Terme. 

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L'ultima vecchia casa a sinistra nell'abitato di Dasindo, superata la piazza, era della famiglia del poeta Giovanni Prati (1814-1884): “Nacqui negli ermi piani, là nella mia Dasindo, de' passeri mintani, al canto mattinier...“ 
L'edificio presenta le linee rustico-signorili delle residenze giudicariesi del XVI secolo.

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In cima a un dosso tra le valli, nel Medioevo detto il dosso della Vedova; la ripida china rivolta a oriente era coltivata a viti. Del complesso feudale, dopo un rovinoso incendio, rimangono una solidissima torre di pietra di granito con ai piedi la cisterna, alcuni brandelli di muro del palazzo comitale e delle cinte esterne che erano munite da quattro torricelle scalari Dai suoi spalti si gode una deliziosa vista su tutte le Giudicarie Esteriori.

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Alla bianca chiesa di San Felice si giunge per stradetta fiancheggiata da giovani cipressi, una volta superato il cancelletto di ferro tra i due pilastri di granito. L'edificio è poggiato al campanile di granito con cuspide di latta. Un muricciolo, protetto da lastre di granito, separa il cimitero dal sagrato.

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La bellezza selvaggia e gli straordinari elementi naturalistici fanno della Forra del Limarò, che si estende dalle Terme di Comano alla località di Sarche, uno dei più spettacolari ambienti fluviali del Trentino. Ha una lunghezza di circa 6,5 km con una profondità che verso la parte terminale supera i 250 metri. 

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La “Panoramica” risale le pendici ovest del Monte Casale; il bosco comprende lembi di faggeta, di abetina e di pineta. Una singolare ricchezza di massi erratici di tonalite, fillade e gneiss che si trovano fino a quota oltre 1500 metri. La cima, detta le Quadre, è libera da vegetazione d era tenuta a prato da sfalcio. Si notano ancora le tracce dei vecchi ricoveri, seminterrati, ricoperti di larghe lastre di calcare.

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Sulla spianata sommitale del dosso, in vista ell'intero anfiteatro giudicariese, s'innalza il monumento alla croce, espressione esterna della Croce ritenuta miracolosa, conservata nel santuario annesso alla chiesa pievana. Fu eretto con monoliti di grantio (tonalite) provenienti da massi erratici, di cui è particolarmente ricca la zona, tra il 1854 e il 1863 a scioglimento di un voto contratto nel burrascoso anno 1848.

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Varcato il ponte sul Dal, si sale alla Pieve di Lomaso, sul colle, ai piedi del Castel Spine. Il sagrato è ombreggiato da alcuni venerandi tigli cari alla poetessa lombarda Ada Negri. E luogo assai antico, probabile sede di un'entità ammnistrativa romana. Vi sorge il gruppo chiesa pievana, battistero, canonica, cimitero.

Fonte: https://www.cultura.trentino.it/Approfondimenti/La-pieve-di-San-Lorenzo-nella-Giudicarie
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Il ponte sul fiume Sarca dona il nome al paese di Ponte Arche che sul suo territorio ospita gli stabilimenti delle Terme di Comano. E' molto antico ed esisteva già nel XVI secolo; fu ricostruito nel 1850 e chiamato ai tempi “Ponte grande della Sarca sotto Cares”. Divenne presto il Ponte delle Tre Arche dalle sue bellissime arcate sotto le quali il fiume scorre pacato.

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La croce fu benedetta nel 1863 col concorso di oltre 4000 persone, quantunque giorno feriale. Vi assistettero 26 sacerdoti, due Decani e due Parroci. Per cura dei Comuni vi fu grande sparo di mortaretti con suoni della banda musicale di Arco; fu per Bleggio la più bella festa di memoria incancellabile.

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Isolato e lontano da qualsiasi nucleo abitato antico o moderno, il monte di San Martino rimane fedele custode dei resti di un antico insediamento fortificato fondato nell’età tardoantica, per motivi strategico-militari. Situato sulla dorsale del monte Casale, tra il lago di Garda e le Giudicarie, nel territorio di Vigo Lomaso, a monte del paese di Lundo.

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La Val d'Algone è situata nel settore meridionale del Gruppo del Brenta. Si sviluppa dalla forra di Ponte Pià (Fiume Sarca) sino al Passo del Gotro (m.1847) che la separa dalla Val d'Agola. Una strada bianca di 15 km la percorre sino alla Malga Movlina. Ad ovest è delimitata dai contrafforti della catena del Sabbion-Tov-Iron, ad est è dominata dalla Cresta dei Camosci e dal Sottogruppo del Vallon.

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La Valle della Lomasona, con il caratteristico blocco del Monte Misón, si apre per circa 6 km a meridione della piana di Campo, della quale costituisce nel primo tratto la continuazione tra le pareti calcaree del Mesozoico del Monte brento-Baina e del Cogorna contraddistinta da nicchie d'erosione, da grotte carsiche e da potenti coni di detriti di falda.