Borghi

di Mercoledì, 18 Marzo 2015

Il territorio del Comune di Comano Terme ospita al suo interno venti nuclei abitati. Il capoluogo Ponte Arche, sviluppatosi sul fondovalle quale stazione turistica-termale grazie alla presenza delle rinomate Terme di Comano, risulta l'abitato più popolato (750 residenti al 01/01/2012).

All’opposto, l’area naturale della Val Algone, situata nel Parco Naturale Adamello Brenta, con i suoi tre residenti, è la più piccola frazione del Comune. Tutti gli altri, con il loro fascino di antichi borghi rurali, sono situati sui due verdi altopiani (Bleggio e Lomaso) sovrastanti Ponte Arche.

Immagine di Biè

Piccolissimo, con le sue tre abitazioni, il villaggio giudicariese è a destra di Sesto, circondato dal verde.

Immagine di Bono

Il villaggio è allargato sul terrazzo alluvionale, là dove esso si restringe tra la Valle della Duina e le scenografiche pendici moreniche di Santa Croce.
È composto da alcuni compatti agglomerati squisitamente giudicariesi dove l’architettura rustica tradizionale si accompagna con quella rustico-signorile componendo un armonioso complesso urbanistico inserito nel morbido paesaggio verde. La piazza della fontana di Bono rimane un esempio giudicariese di luogo, di convergenza comunitaria.

Immagine di Campo Lomaso

Il paesaggio verdissimo, morbido e solenne è uno dei più suggestivi delle Alpi. Il terrazzo di Campo è un eccelso monumento naturale.
Rappresenta una pianure perfetta, lievemente pendente a nord, sopraelevata sull’attuale fondovalle della Sarca di un centinaio di metri. È costituito da alluvioni ciottolose e sabbiose, sciolte o quasi. I ciotoli sono di dimensioni modeste, assai arrotondati e disposti a banchi molto regolari (L. Treviasn, 1937

Immagine di Cares

Il villaggio è raggruppato presso il ciglio del terrazzo alluvionale, là dove si spinge tra i vallivi della Duina e del Sarca più bassi di un centinaio di metri.

Era attraversato dalla via imperiale che conduceva al Durón e a Ballino che una volta passava sotto un lungo portico, tanto basso che non permetteva il passaggio di carri o autocarri troppo alti di carico con gravissimo danno per tutto il Bleggio.

Immagine Cillà

Il villaggio si trova all’estremità nord del terrazzo morenico del Bleggio Inferiore, là dove riaffiorano le formazioni calcaree dell’Eocene profondamente incise dal Sarca. 
Da Cillà una vecchia strada s’interna nella Selva Nera, o Selva Martina, per scendere nella gola del Ponte  Pià.

Immagine di Comano

Notare gli allineamenti delle case che si alternano ai vòlti, sul pendio, le fontane di pietra, le viti rampicanti e i noci. Medievale è l’agglomerato dietro alla chiesa e prospiciente la piazza di San Giacomo. Raccolto sul terrazzo morenico tra le pendici boscose del Monte il dos de Bes, dirimpetto ai monti di Stènico – Dolomiti di Brenta (Cima Tosa) e con visione sul Carrè Alto, sorge l’abitato di Comano.

Immagine di Cominghello

Il paese si trova al crocicchio delle vecchie strade per S. Nicolò, S. Croce, Bono e Càres, nei pressi della congiuntura del terrazzo alluvionale postglaciale bleggiano con l’estesa coltre morenica. Fu l’ultimo paese resistente con i suoi caratteristici tetti di paglia che qualche cartolina ancora ricorda.

Immagine di Dasindo

Agreste, gentile villaggio posto all’estremità meridionale del terrazzo di Campo, la dove le alluvioni postglaciali lasciano il posto alle morbide pendici moreniche che salgono verso l’altopiano di Fiavè, e tra esso e la Valle della Lomasona s’innalza lo spettacolare parallelepipedo, roccioso e boscoso, del Monte Mison (1803m).

Immagine di Duvredo

Localmente è detto Duvrè. Il villaggio nonostante gli incendi e le ricostruzioni, ha mantenuto l’agreste aspetto giudicariese e i campi attorno sono percorsi da stradette tra lastre di granito e ombreggiate da annosi noci. Da Duvredo la vecchia strada scende nella Valle del Tanfurin e, passando ai piedi del dosso del castello di Restòr, conduce a Tignerone in un bellissimo paesaggio agreste.

Immagine di Godenzo

Quasi un agglomerato unico con l’abitato di Poia, dal quale è diviso dalla strada principale che sale fino al bivio per Lundo, Godenzo è un raccolto villaggio di pendio. Nella parte alta del paese la Parrocchiale di San Giovanni: nominata la prima volta nel 1205, fu riedificata nel 1506 e poi nel 1662. Da notare la pala della Madonna in trono con Bambino  e i santi Giovanni, Antonio, Vigilio e Lorenzo, assegnata al XV secolo.

Immagine di Lundo

“Il paese è allungato, solitario, su d’un terrazzo morenico, sulle pendici occidentali dei vendesi-Grinsoline in posizione grademente panoramica, si vedono la conca giudicariese, le Dolomiti Brenta, il Carè Alto, le Alpi di Ledro e la Valle del Lomasòn, dove il poeta A. Maffei amava cacciare con la civetta. È formato da tre gruppi di case: Viciarin, a sud, Piazza, nella parte centrale, e Pojan, a nord.”

Immagine di Poia

“Risalendo le pendici basali del Monte Casale, un’ampia visione verde sulla conca e sui monti che la coronano oltre i quali, a occidente, emerge la cima del Carè Alto con i suoi ghiacciai. Si giunge presto sul terrazzo di Póia, di fronte al piano inclinato del Bleggio, alla piana di Campo e al digradante versante di Sténico.”

Immagine di Ponte Arche

Il luogo è detto comunemente “alle Arche” e deve il suo nome dall’antico ponte sul fiume Sarca, denominato appunto Ponte delle Tre Arche.
La località di fondovalle è oggi, per la sua vicinanza alle Terme di Comano, il maggiore centro turistico della zona. Di recentissima formazione, poco più di un secolo, è stato definito il più atipico agglomerato delle Giudicarie Esteriori.

Immagine di Santa Croce

Il paesaggio è singolare: un semicerchio di case che si dipartono dalla chiesa e avvolgono il rilievo verde centrale di detriti morenici. Il paese sta allargandosi in formazione sparsa verso Villa, Gallio, Madice e sull’altopiano che dal rilievo si allarga, terrazzato, verso Duvredo.
Santa Croce è diviso fra i due comuni di Bleggio Superiore e Comano Terme.

Immagine di Sesto

Il vecchio villaggio è posto più in là, tra i campi, al margine nord-ovest del terrazzo alluvionale del Bleggio, presso l’antica via nel 1534 chiamata del Carazón dove aveva beni il monastero di S. Maria di Campiglio. Poco più a destra, il casale di Biè.

Immagine di Val Algone

La Val d’Algone è situata nel settore meridionale del Gruppo del Brenta. Si sviluppa dalla forra di Ponte Pià (fiume Sarca) sino al Passo del Gotro (m. 1847) che la separa della VAl d’Agola. Una strada bianca di 15 km la percorre sino alla Malga Movlina. Ad ovest è delimitata dai contrafforti della catena del Sabbion-Tov-Iron, ad est è dominata dalla Cresta dei Camosci e dal Sottogruppo del Vallon.

Immagine di Vergonzo

Tipico villaggio agricolo bleggiano, posto in sponda destra della Valle del rio Tanfurin. Secondo la tradizione popolare il villaggio accoglieva i “servi” e i “bravi” del soprastante castello di Restór, il quale sarebbe stato unito da una galleria segreta alla casa Rizzolini, dove i conti d’Arco raccoglievano le decime.
Nella chiesetta di San Bartolomeo si osservano resti di pittura a fresco tardo medievali, forse Cristoforo Baschenis.

Immagine di Vigo Lomaso

Tipico centro rurale giudica rese – allevamento del bestiame industriale, stalle cooperative, patate da seme, frumento – adagiato al margine sud orientale della piana lomasina, in sponda sinistra del Dal, ove sorgevano alcuni mulini, all’imbocco della Valle Lomasona. 

Immagine di Villa

Negli anni Trenta un incendio distrusse le monumentali case giudicariesi dalle enormi sovrastrutture lignee coperte da tetti di paglia. Nuove residenze sono sorte sulle morbide chine moreniche verso S. Croce. La quattrocentesca chiesetta di S. Giuliano conserva un ciclo affrescato tardo medievale rappresentante le storie di San Giuliano, probabilmente ad opera di Cristoforo Baschenis de Averara.